PIMUS IN WORD CONFORME D.LGS 81/2008 106/2009

P.I.M.U.S (Esempio di PIANO DI MONTAGGIO, USO E SMONTAGGIO DEI PONTEGGI editabile in word)l presente documento è stato redatto in base al nuovo testo unico sulla sicurezza D.Lgs 81/08 e successive modifiche introdotte dal D.Lgs 106/09..

Il presente Piano di montaggio, uso e smontaggio (Pi.M.U.S.) è redatto ai sensi dell'articolo 134 comma 1 del D.Lgs. 81/08 e s.m, in conformità a quanto disposto dall'allegato XXII dello stesso decreto sui contenuti minimi del Pi.M.U.S.

L'obiettivo primario del Piano è di fornire istruzioni e progetti particolareggiati per gli schemi speciali costituenti il ponteggio, ed è messo a disposizione del preposto addetto alla sorveglianza e dei lavoratori interessati. 

Nei lavori in quota il datore di lavoro provvede a redigerlo a tale scopo  a mezzo di persona competente, in funzione della complessità del ponteggio scelto, con la valutazione delle condizioni di sicurezza realizzate attraverso l'adozione degli specifici sistemi utilizzati nella particolare realizzazione e in ciascuna fase di lavoro prevista.
Pertanto, il presente documento assolve agli obblighi normativi succitati indicando e definendo:

Il piano che ne deriva modificando il nostro Esempio editabile in Word, avvalendosi dei testi predisposti , è perfettamente conforme ai requisiti del nuovo Testo unico.

Gli Esempi del PIMUS sono dei file editabili in word, che voi potrete completare e modificare a piacimento e riutilizzare in altri appalti futuri, inoltre può essere adattato in ogni sua parte secondo le vostre esigenze .

Il presente documento deve costituire un documento operativo preso a riferimento dal personale addetto al montaggio di ponteggi metallici fissi, al fine di garantire:

- la loro sicurezza durante le fasi di montaggio e smontaggio;

- la sicurezza di chi, non addetto al montaggio del ponteggio, potrebbe comunque trovarsi coinvolto in queste operazioni quali altri lavoratori presenti in cantiere, abitanti o fruitori di uno stabile in corso di ristrutturazione;

- la sicurezza di chi utilizzerà il ponteggio. Tale sicurezza è ottenuta in primo luogo dalla realizzazione dell'opera provvisionale conformemente alla legge e in secondo luogo da un uso attento dello stesso.

Il PIMUS pertanto non è un documento di valutazione dei rischi come il POS, anche se con questo deve essere in stretta correlazione; infatti, la legge richiede che tale piano possa assumere la forma di un piano di applicazione generalizzata integrato da istruzioni e progetti particolareggiati per gli schemi speciali costituenti il ponteggio.

Il PiMUS deve essere redatto da persona competente. La scelta delle persone competenti ricade tra le responsabilità del datore di lavoro; pertanto potrà intendersi persona competente per la redazione del PiMUS anche lo stesso datore di lavoro.
 Varianti in corso d'opera
Qualora, durante l'esecuzione dei lavori, intervengano modifiche sarà necessario integrare il PiMUS con tutti gli elaborati necessari per documentare le variazioni rispetto alla versione iniziale.
Ditta che esegue il montaggio :Artigiani equiparati ai dipendenti.
La normale attività lavorativa, in ordine a montaggio e smontaggio di ponteggi, prevede la presenza di più addetti tra loro coordinati, anche perché non è possibile che un solo lavoratore monti o smonti il ponteggio in condizioni di sicurezza.  In tale situazione non risulta ipotizzabile il riferimento ad un lavoratore autonomo, ovvero ad una squadra di lavoratori autonomi che operano tra loro senza vincoli di subordinazione o coordinamento. In particolare qualora il montaggio o lo smontaggio venga affidato a una squadra di artigiani, questi non possono essere considerati lavoratori autonomi in quanto verrebbe a mancare sicuramente l'elemento principale della caratterizzazione, cioè l'assenza di vincoli di subordinazione.
Dunque, in tal caso, a seconda dell'organizzazione reale, occorre individuare colui che riveste il ruolo di datore di lavoro ed al quale competono gli obblighi inerenti l'applicazione del decreto e quindi ad esempio della redazione del PiMUS. 

MAGGIORI INFORMAZIONI

Tutti i documenti sono completi, tranne le parti dove si dovranno inserire i dati del lavoro e dell'impresa.

In ogni caso chi realizza il piano potrà modificare qualsiasi documento a proprio piacimento.

Riceverete diversi tipi di P.I.M.U.S editabili in word da utilizzarsi a seconda della tipologia del ponteggio che andrete a montare.

Sono compresi a titolo di consulenza anche eventuali aggiornamenti sulla documentazione richiesta che sarà a vostra disposizione online per 12 MESI e aggiornata ogni qualvolta sia ritenuto da noi necessario.
SCOPRI COME RICHIEDERLO

CHECK LIST PIMUS, oltre ai dati relativi al preposto e agli addetti, deve contenere almeno:

1. Identificazione dell'impresa che procederà al montaggio del ponteggio

2. identificazione, se presente, dell'appaltatore per il quale si effettua l'opera

3. identificazione del cantiere ove verrà montato il ponteggio

4. identificazione del ponteggio che verrà utilizzato e della sua documentazione tecnica (autorizzazione ministeriale, libretto,schede di manutenzione, verifiche, controlli, ecc.)

5. modalità di controllo dei singoli elementi prima di essere utilizzati

6. modalità di controllo dei DPI di III categoria da utilizzare durante il montaggio, lo smontaggio e la manutenzione

7. modalità di verifica e controllo della base di appoggio del ponteggio (resistenza della superficie, omogeneità, ripartizione del carico, ecc.)

8. indicazioni sul corretto tracciamento del ponteggio da installare

9. modalità di impostazione della base (1° campata), verifica della linearità, verticalità, livello (o bolla) distanza tra ponteggio (intavolato o piano di calpestio) e opera da realizzare. Ecc.

10. modalità di installazione ed uso di argani, carrucola o gru, autogru, quando utilizzati, per il sollevamento dei materiali impiegati

11. procedure per le attività da svolgersi in condizioni atmosferiche avverse (pioggia, vento, neve, gelo, ecc.)

12. modalità di posa e utilizzo delle linee vita o dei sistemi anticaduta da utilizzare e relativi DPI in dotazione dei lavoratori

13. montaggio delle campate del ponteggio (dalla seconda a quella finale) utilizzando correttamente i sistemi anticaduta (linee vita), DPI, (imbracature con doppio cordino e dissipatore di energia) le attrezzature (carrucole, argani, ecc.)

14. modalità di ancoraggio degli elementi del ponteggio all'opera oggetto dell'intervento

15. specifiche sull'installazione della mantovana parasassi e delle eventuali reti, teli o cartelli pubblicitari

16. specifiche inerenti al montaggio di pezzi speciali, quali mensole, parti a sbalzo, ecc.

17. specifica tecnica da assumere durante le attività di controllo e manutenzione del ponteggio

18. specifica tecnica da assumere durante le attività di smontaggio del ponteggio

19. modalità di fissaggio dei piani di camminamento misti (nel caso gli intavolati siano metallici e in legno)

20. procedura di verifica finale e collaudo

MAGGIORI INFO

Quando e da chi deve essere preparato il PiMUS

Il Dlgs 81/2008 all'articolo 134, dispone l'obbligo di redazione del Piano di Montaggio Uso e Smontaggio (PiMUS) ogni qual volta vengano utilizzati ponteggi.
L'articolo 136 comma 1 pone in capo al datore di lavoro dell'impresa, incaricata del montaggio e dello smontaggio dei ponteggi, l'obbligo di redazione del PIMUS a mezzo di persona competente.

I contenuti minimi del PiMUS
Ciò che deve essere contenuto nel PiMUS é dettagliatamente descritto nell'allegato XXII del Dlgs 81/2008. La parte più importante riguarda le procedure di montaggio e smontaggio, che devono essere descritte passo dopo passo e sono direttamente dipendenti dalla scelta di quale sistema di protezione collettiva o DPI utilizzare.

La scelta dei sistemi anticaduta da inserire nel PiMUS
Ai sensi dell'art. 75 i DPI devono essere impiegati solo quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro. Se ne deduce che sui sistemi prefabbricati, ovvero telai e multidirezionale, laddove è più frequente poterli utilizzare, i parapetti provvisori devono essere preferiti ai DPI che invece trovano un impiego più frequente sui tubi e giunti che vengono montati in configurazioni atipiche.
Il Dlgs 81/2008 dispone all'art. 115 che i DPI siano certificati per l'uso specifico e all'art. 76 che tutti i DPI posseggano i requisiti previsti dal Dlgs 475/1992. Quelli di terza categoria, che sono destinati alla salvaguardia delle persone contro i pericoli più gravi, tra cui la caduta dall'alto, devono per lo più essere conformi alle norme armonizzate, ovvero a quelle emanate dal CEN su mandato dell'Unione Europea e recepite dall' Ente Italiano di Unificazione Normativa (UNI) di seguito riportate:

•UNI EN 341 - Dispositivi di discesa.
•UNI EN 354 - Cordini.
•UNI EN 355 - Assorbitori d'energia.
•UNI EN 358 - Cinture di posizionamento e di trattenuta e cordini di posizionamento.
•UNI EN 360 - Dipositivi anticaduta di tipo retrattile.
•UNI EN 361 - Imbracature pr il corpo.
•UNI EN 362 - Connettori.
•UNI EN 363 - Sistemi di arresto caduta.
•UNI EN 795 - Dispositivi di ancoraggio.

Analisi delle soluzioni possibili
Secondo l'articolo 15 del D.Lgs. 81/2008 il datore di lavoro valuta i rischi presenti durante le lavorazioni, sceglie le attrezzature disponibili in funzione del progresso tecnico e organizza il lavoro in modo da eliminare i rischi alla fonte o, dove ció non é possibile, in modo da ridurre i rischi al minimo, esponendovi il minor numero possibile di lavoratori.
Il montaggio e lo smontaggio dei ponteggi sono attività che possono esporre i lavoratori al rischio di caduta dall'alto a meno che non si disponga di un ponteggio a protezione intrinseca ovvero di un sistema provvisto di parapetti che possono essere montati dal basso e che rimangono fissi sul ponteggio perchè sono pezzi strutturali. Questo tipo di ponteggio ha lo svantaggio di avere parapetti piuttosto pesanti che devono incastrarsi in alloggiamenti piuttosto precisi. Per questo motivo il montaggio di questi elementi richiede l'impiego di due persone.

Parapetti provvisori per ponteggi
Invece, sui ponteggi prefabbricati, possono essere utilizzati i parapetti provvisori che sono molto più leggeri e possono essere montati da una sola persona.
Tali parapetti sono classificabili come sistemi di protezione collettiva anche se attualmente non vige su di essi nessun obbligo di conformità ad una norma dello Stato italiano.
L'unica norma che disciplina la costruzione dei parapetti provvisori è la UNI EN 13374. A questa conviene riferirsi per quanto riguarda le sollecitazioni impresse sul parapetto durante l'utilizzo sui ponteggi. Non sempre però possono sempre essere utilizzati i parapetti provvisori su telai prefabbricati; negli angoli degli edifici e comunque laddove sono presenti interruzioni risulta impossibile riempire il vuoto con una misura di parapetto standard.
Diverso è invece il caso dell'impiego del parapetto temporaneo sul sistema multidirezionale dove si tratta semplicemente di disporre di parapetti temporanei per tutte le misure di correnti e traversi. Su questo sistema è possibile utilizzare questi parapetti con qualsiasi configurazione di impalcato, su angoli concavi e convessi, senza aggiungere durante il montaggio e lo smontaggio neanche un pezzo in più rispetto a quelli previsti dal progetto (visita il sito Barricate per vedere il primo parapetto provvisorio per ponteggi marcato CE).

Linea vita per ponteggi
Nel caso in cui non sia possibile utilizzare parapetti provvisori è indispensabile ricorrere ad una linea vita certificata per l'uso specifico ai sensi del Dlgs 81/2008 articolo 115.
Al di là di quanto prescritto dalla norma, l'utilizzo di una linea vita specifica per ponteggi elimina la possibilità di incorrere in errori di valutazione.

Il progetto dei ponteggi secondo il Dlgs 81/2008
Ai sensi del Dlgs 81/2008 art. 131 i ponteggi devono essere realizzati utilizzando componenti riconducibili a un libretto di autorizzazione alla costruzione ed all'impiego rilasciato al fabbricante dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. I componenti sprovvisti di libretto non possono in alcun modo essere utilizzati (Cfr. Dlgs 81/2008, allegato XIX).
Il ponteggio deve essere realizzato come previsto dal disegno contenuto all'interno del Pi.M.U.S. Tale elaborato prende il nome di "disegno esecutivo" se la configurazione prevista é conforme ad uno degli schemi tipo contenuti nel libretto di autorizzazione, mentre negli altri casi, o comunque quando l'estradosso dell'ultimo impalcato si trovi a piú di 20 m di altezza, misurata dal punto di appoggio piú basso del ponteggio, l'elaborato prende il nome di "progetto", che deve in questo caso essere corredato da relazione di calcolo a firma di ingegnere o architetto abilitati all'esercizio della professione, e deve contenere tutto quanto é necessario ai fini della realizzazione.
Secondo quanto disposto dall'articolo 133 il calcolo deve essere eseguito seguendo le istruzioni riportate nel libretto di autorizzazione relativo al ponteggio utilizzato.


Norme tecniche sui ponteggi
La domanda al Ministero del Lavoro di rilascio del libretto di autorizzazione ministeriale viene redatta seguendo le indicazioni contenute nelle circolari n. 85/1978 (sistema a tubi e giunti), n. 44/1990 (sistema a telai prefabbricati) e n. 132/1991 (sistema multidirezionale). All'interno di questi documenti si fa riferimento alle norme CNR 10011, CNR 10012, CNR 10022, CNR-UNI 10027 e, solo nelle ultime due circolari, alla UNI HD 1000. Mentre le ultime due normative seguono il ciclo di rinnovamento comune alle norme tecniche europee, le prime tre sono state congelate dal D.Lgs 127/2003.
Questo congelamento comporta:
•una dissonanza con i criteri di verifica indicati dalle norme attualmente in vigore;
•una mancanza di criteri di verifica per impieghi di nuovi materiali (es. reti da ponteggi) o per configurazioni diverse dal ponteggio di facciata (es. torri per scale a rampe).
Cosí, laddove si debbano eseguire verifiche che esulano da quelle previste nei libretti di autorizzazione ministeriali, ovvero nella stragrande maggioranza dei casi (altrimenti non ci sarebbe bisogno di eseguire il calcolo dei ponteggi) il progettista é costretto a fare delle valutazioni che, se restano nell'ambito delle norme CNR sopra menzionate, rischiano di essere arbitrarie.
Molto meglio allora fare riferimento alle norme tecniche specifiche per i ponteggi che hanno sostituito la UNI HD 1000 e che contengono molte piú indicazioni per le verifiche nelle varie configurazioni. Le norme tecniche vengono diffuse in Italia da UNI che é l'ente italiano ufficiale di diffusione delle norme elaborate dal CEN (Comitato Europeo di Normazione) su mandato dell'Unione Europea.


Norme attualmente in vigore
Il ritiro della norma UNI HD 1000 risale al primo di Novembre del 2004, giorno di entrata in vigore delle attuali norme specifiche per i ponteggi:
•UNI EN 12810-1
•UNI EN 12810-2
•UNI EN 12811-1
•UNI EN 12811-2
•UNI EN 12811-3

Assieme a queste sono state emanate le seguenti norme che definiscono altri impieghi comuni dei ponteggi:
•UNI EN 12812
•UNI EN 12813

Restano in vigore anche le seguenti norme preesistenti a cui fanno riferimento tutte le precedenti:
•UNI EN 39
•UNI EN 74-1
•UNI EN 74-3

Tutte le norme sopra elencate sono protette dal diritto di autore e perció possono essere reperite solo sul sito UNI.
All'interno si trovano riferimenti agli Eurocodici, che definiscono le nuove metodologie di calcolo e di verifica.
Nell'ambito delle costruzioni il testo unico (DM 14/01/2008) ha sancito anche in Italia il definitivo passaggio dal metodo di verifica alle tensioni ammissibili a quello agli stati limite.
Anche all'interno del Dlgs 81/2008, in particolare all'articolo 131 comma 3, si trova un esplicito riferimento alle norme tecniche europee.


Cosa cambia per il calcolo dei ponteggi
I componenti delle strutture portanti dei ponteggi sono costituiti per lo più di acciaio, talvolta di alluminio. Gli impalcati possono essere realizzati in acciaio o in legno, massello o multistrato.
Volendo sintetizzare i criteri su cui si basano le verifica agli stati limite dobbiamo distinguere tra i materiali costruttivi impiegati:


PONTEGGI IN ACCIAIO
Con le vecchie normative le sollecitazioni interne degli elementi venivano confrontate con la σ caratteristica, che era il valore della tensione critica di snervamento dedotto di un coefficiente di sicurezza.
Oggi invece i valori ottenuti per le sollecitazioni interne vanno confrontati direttamente con la tensione critica di snervamento, aumentando peró a monte le sollecitazioni con degli specifici coefficienti, dipendenti dal tipo di sollecitazione e dal tipo di materiale.
Per quanto riguarda il carico di punta, niente é più desunto da tabelle ma calcolato analiticamente in base a parametri specifici che tengono conto anche del tipo di sezione e dello spessore.
Ma l'aspetto veramente rivoluzionario di questo metodo sta nella distinzione tra le sollecitazioni impresse ai materiali. Se si tratta di sollecitazioni ripetute durante l'utilizzo (carichi permanenti e carichi variabili) la verifica deve essere condotta in campo elastico. Se invece si tratta di sollecitazioni eccezionali (carichi accidentali) la verifica viene condotta in campo plastico, sfruttando cioé tutte le proprietà deformative dei materiali, portandoli vicini al punto di rottura, implicando ovviamente la loro sostituzione dopo l'evento.


IMPALCATI E PONTEGGI IN LEGNO
Le sollecitazioni interne ottenute con l'applicazione dei coefficieni di amplificazione tipici per il tipo di sollecitazione, vengono confrontate con la tensione caratteristica del materiale impiegato. Prima di arrivare al confronto occorre applicare altri coefficienti che tengono conto del luogo di impiego e della durata di applicazione dei carichi.

In conclusione i nuovi metodi di verifica, pur essendo più laboriosi, tengono conto di un maggiore numero di fattori rendendo risultati molto più precisi.
Inoltre le nuove norme specifiche per i ponteggi forniscono finalmente i parametri per il calcolo: della spinta del vento sui ponteggi rivestiti con rete o con teli, dei sovraccarichi sulle torri scala di accesso in quota e dei carichi che influiscono sull'instabilità longitudinale.
Non resta che aspettare che i costruttori si adeguino velocemente alle nuove normative. Il rinnovo sarà comunque obbligatorio una volta raggiunto il limite di validità del libretto, stabilito dal Dlgs 81/2008 art. 131 comma 5, in 10 anni dalla data del rilascio.


I ponteggi sono opere provvisionali, cioè strutture di servizio di tipo temporaneo non facenti parte integrante della costruzione, ma allestiti o impiegati per la realizzazione, la manutenzione e il recupero di opere edilizie.

Sono necessari per evitare pericoli di caduta di uomini o cose ed è obbligatorio impiegarli ad altezze superiori a 2 m.

CONTINUA

Ponteggi fissi ai sensi dell’articolo 131 del D.Lgs. 81/08 s.m.i


Ponteggi a tubo e giunto (idonei per interventi edilizi su strutture esistenti e nuove e per consolidamenti): è sicuramente la più versatile, il suo sistema, che consente di collegare due tubi in qualsiasi posizione e a distanze non prefissate, rende possibile l’adeguamento della struttura provvisionale a ogni tipo di facciata o manufatto, consentendo di fatto la realizzazione delle forme più particolari e irregolari. Il ponteggio a “tubo e giunto” di contro richiede manodopera altamente specializzata e tempi di lavorazione mediamente più lunghi.


Ponteggi a telai prefabbricati (idonei per interventi edilizi su strutture esistenti e nuove): rappresenta per la semplicità di montaggio la categoria più utilizzata soprattutto dalle aziende non specializzate. I tempi di montaggio mediamente veloci e la semplicità di montaggio rendono questa tipologia di ponteggio preferita dalle imprese edili, tuttavia si deve considerare la scarsa versatilità dovuta a distanze orizzontali e verticali prefissate che costringono spesso a integrazioni.


Ponteggi a montanti e traversi o multidirezionali (idonei per interventi edilizi su strutture esistenti e nuove): questa tipologia di ponteggi unisce la versatilità del tubo-giunto (si può realizzare un intavolato ogni 50 cm) con la semplicità dei telai prefabbricati (numerosi elementi predefiniti si adattano a numerose esigenze dell’opera da realizzare). Tale prodotto largamente diffuso in Europa è stato introdotto in Italia solo recentemente. I tempi di montaggio si collocano in posizione intermedia tra i precedenti sistemi, tuttavia il prezzo di acquisto è più elevato.


Piani o castelli di carico: sono impiegati per il deposito dei materiali da utilizzare per la costruzione dell’edificio e devono rispettare quanto indicato all’allegato XVIII punto 3, articoli 3.1, 3.2, 3.3; solitamente il castello di carico richiede il progetto completo di relazione di calcolo ed elaborati grafici in quanto, la conformazione e/o i sovraccarichi che deve sopportare, difficilmente potranno essere riconducibili a schemi tipo predisposti dal costruttore.


Altri ponteggi


Ponteggi in legname: richiedono molto più tempo per la realizzazione e una manodopera altamente specializzata; risultano ormai scarsamente utilizzati, tuttavia le caratteristiche che devono possedere sono riportate nell’allegato XVIII, punto 2, articolo 2.1 del D.Lgs. 81/08.


Ponti mobili su ruote: sono costituiti da elementi componibili che assemblati realizzano una struttura a torre fornita di ruote; non possono avere forma diversa da quella prevista dal costruttore (solo il numero di piani può essere modificato) e devono essere montati in maniera univoca secondo il libretto di istruzioni fornito con l’acquisto; tali tipologie di apprestamenti sono disciplinati dall’articolo 140 e dall’allegato XXIII del D.Lgs. 81/08 e dalla norma cen uni hd 1004; l’orientamento prevalente è quello di assoggettare tali strutture all’obbligo di redazione del pimus, tuttavia, se il libretto d’uso e manutenzione dovesse riportare descritte in modo dettagliato le procedure di montaggio/smontaggio e manutenzione e se il medesimo contemplasse diverse tipologie di modalità d’uso e se queste dovessero corrispondere all’effettivo utilizzo in cantiere, è accettabile che si possa evitare la redazione del pimus.

•PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI SUI PONTEGGI:

D.Lgs. 81/08 Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela e della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, titolo IV Cantieri temporanei e mobili, capo II Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota sezioni IV, V, VI: le sezioni richiamate trattano rispettivamente di ponteggi e impalcature in legname, di ponteggi fissi metallici e non, di ponteggi movibili tra cui, per quanto compete al pimus, i ponti su ruote (per i ponti su cavalletto non è richiesto il pimus).



• Allegato XVIII del D.Lgs. 81/08 Viabilità nei cantieri, ponteggi e trasporto dei materiali: le parti riguardanti il pimus sono il punto 2, suddiviso in due articoli (2.1. Ponteggi in legname e 2.2. Ponteggi in altro materiale) che riportano le caratteristiche principali che devono possedere i ponteggi, e il punto 3 articoli 3.1, 3.2, e 3.3 riportanti le caratteristiche dei castelli per elevatori per il trasporto dei materiali in quota.



• Allegato XIX del D.Lgs. 81/08 Verifiche di sicurezza dei ponteggi metallici fissi: l’allegato riprende integralmente la circolare del ministero del lavoro e della previdenza sociale n. 46 del 11/07/2000 e fissa le verifiche preliminari da effettuare sugli elementi del ponteggi prima di ogni montaggio e prima dell’utilizzo.



• Allegato XXI del D.Lgs. 81/08 Accordo stato, regioni e province autonome sui corsi di formazione per lavoratori addetti a lavori in quota: l’allegato ripropone quasi integralmente l’accordo del 26 gennaio 2006, repertorio atti 2429, che fissava la durata dei corsi di formazione e gli enti abilitati a effettuarli.



• Allegato XXII del D.Lgs. 81/08 Contenuti minimi del pimus: l’allegato ripropone quasi integralmente la circolare del ministero del lavoro e della previdenza sociale n. 25 del 13/09/2006 che, attraverso una serie di punti, fissa i contenuti minimi del pimus.



• Allegato XXIII del D.Lgs. 81/08 Deroga ammessa per i ponti su ruote: l’allegato fissa alcune deroghe per l’utilizzo dei ponti su ruote e ripropone i contenuti del D.M. del ministero del lavoro e della previdenza sociale del 27 marzo 1998 Riconoscimento di conformità alle vigenti norme di mezzi e sistemi di sicurezza relativi alla costruzione e all’impiego di ponti su ruote a torre

• Circolare del ministero del lavoro e della previdenza sociale n. 30 del 3/11/2006: chiarimenti concernenti i ponteggi su ruote (trabattelli) e altre attrezzature per l’esecuzione di lavori in quota in relazione agli obblighi di redazione del piano di montaggio, uso e smontaggio (pimus) e di formazione.



• Circolare del ministero del lavoro e della previdenza sociale n. 20 del 23/05/2003: chiarimenti in relazione all’uso promiscuo dei ponteggi metallici fissi.



• D.M. n. 466 del 22 maggio 1992: riconoscimento di efficacia di sistema anticaduta costituito da guida rigida da montare sui montanti del ponteggio da utilizzare durante le fasi di montaggio e smontaggio.



• Linee guida per l’esecuzione di lavori in quota con l’impiego di sistemi di accesso e posizionamento mediante ponteggi metallici fissi di facciata edita dall’ispesl (2004): descrivono le modalità per il corretto montaggio, smontaggio, trasformazione e uso dei ponteggi metallici.




•Linee guida per la scelta, l’uso e la manutenzione di dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall’alto edita dall’ispesl (2004): analizza i vari sistemi di arresto caduta e le modalità per una corretta scelta del sistema più idoneo in relazione alla lavorazione da svolgere.

Il D.Lgs. 81/08 all’articolo 111, comma 1, lettera a stabilisce, tra gli obblighi del datore di lavoro, di prediligere l’utilizzo di dispositivi di protezione collettiva rispetto a quelli individuali. Di seguito si elencano i alcuni dispositivi di protezione di tipo collettivo.



Ponteggi, dotati di parapetti di protezione, il cui montaggio avviene dal piano sottostante rispetto al piano di allestimento: in commercio esistono alcune tipologie di ponteggi dotati di parapetti di protezione in unico elemento che possono essere montati dal piano sottostante rispetto al piano di allestimento. Questi ponteggi consentono:

• di operare sempre da piano sicuro e protetto;

• di ridurre sensibilmente i tempi di posa in opera perché non richiedono la realizzazione di linee di ancoraggio e l’utilizzo di dpi che riducono il campo di azione del lavoratore;

• costi di gestione e di montaggio inferiori che ammortizzano velocemente il costo di acquisto di norma più elevato rispetto ai ponteggi tradizionali.



Impianto di messa a terra (rif. normativo cei 64-17): la realizzazione dell’impianto di messa a terra ha lo scopo di proteggere i lavoratori dai contatti elettrici indiretti (massa metallica del ponteggio sotto tensione per contatto con parti elettriche di attrezzatura esterna). L’installazione di un impianto di terra diventa indispensabile solo qualora non si utilizzino apparecchiature a doppio isolamento e/o il ponteggio presenti verso terra una resistenza inferiore a 200 Ohm (massa estranea – parte conduttrice, che non fa parte dell’impianto elettrico, suscettibile di introdurre il potenziale di terra). Generalmente per un ponteggio la resistenza verso terra risulta superiore a 200 Ohm, quando è installato su pavimentazioni (asfalto, calcestruzzo, ecc.) con interposte tavolette di legno.

Nel caso in cui sia necessario installare un impianto di messa a terra si dovranno rispettare almeno i seguenti requisiti:

• collegamento dei montanti del ponteggio mediante conduttore in rame e collari idonei;

• disposizione di dispersori nel numero sufficiente e costituiti da puntazze in acciaio di lunghezza di almeno 2 m; in alternativa interramento di treccia di rame della lunghezza di 5 m (profondità circa 50 cm);

• collegamento del ponteggio ai dispersori e dei dispersori tra loro con cavo o treccia in rame sezione 35 mmq;

• collegamento equipotenziale con l’impianto di messa a terra del cantiere o della linea di alimentazione delle apparecchiature elettriche qualora diverse dalla linea di alimentazione di cantiere.

L’impianto di messa a terra dovrà essere realizzato da personale qualificato e abilitato al rilascio della dichiarazione di conformità di quanto eseguito.

Impianto di protezione contro le scariche atmosferiche (rif. normativo cei 64-17): preliminarmente si dovrà verificare se la struttura risulta autoprotetta o meno. La struttura è da ritenersi autoprotetta nel caso in cui la resistività superficiale del terreno negli adiacenti 5 m non sia inferiore a 5000 Ohm (esempio: pavimentazione con manto in conglomerato bituminoso spessore 5 cm e sottostante strato in ghiaia h 10 cm) o se le dimensioni del ponteggio non sono rilevanti. Nel caso in cui la struttura non risulta autoprotetta occorre predisporre:

• almeno due calate, è consigliabile averne una almeno ogni 20-25 m;

• dispersore in corrispondenza a ogni calata; può essere un picchetto di 2,5 m o un conduttore orizzontale di 5 m interrato; il collegamento alla calata può essere in corda di rame di 50 mmq o in tondo zincato di diametro 10 mm.

Le tubazioni nei pressi del ponteggio devono essere collegate alla base con un conduttore di rame di 16 mmq o di 50 mmq di acciaio zincato.

L’impianto di protezione contro le scariche atmosferiche dovrà essere realizzato da personale qualificato e abilitato al rilascio della dichiarazione di conformità di quanto eseguito.



Segnaletica: la segnaletica di cantiere è regolata dal titolo V del D.Lgs. 81/08 e dai relativi allegati (dal XXIV al XXXII). Il datore di lavoro ha l’obbligo di ricorrere alla segnaletica di sicurezza in relazione ai rischi presenti. I segnali dovranno essere pertinenti e appropriati, posizionati in punti adeguati e ben visibili per il lavoratore. L’intera segnaletica di cantiere dovrà essere opportunamente progettata in relazione alle lavorazioni da eseguire.



Dispositivi estinguenti e/o impianti antincendio: il rischio di incendio è connesso alle lavorazioni da eseguite sul ponteggio e/o a quelle eseguite nelle vicinanze dello stesso. Per le normali lavorazioni di manutenzione e di costruzione di tipo civile il rischio incendio solitamente è basso, pertanto, possono bastare semplici prescrizioni (non fumare, consultare le schede di sicurezza relative ai prodotti infiammabili, ecc.) e un estintore in prossimità dell’area di lavoro facilmente raggiungibile. Solo lavorazioni particolarmente rischiose e particolari possono comportare l’esigenza di realizzare un impianto di spegnimento antincendio: in tal caso lo stesso dovrà essere opportunamente progettato e installato da personale qualificato.



Cassetta di pronto soccorso: la cassetta deve essere sempre presente nel cantiere, il contenuto è regolato dal D.M. 388/03. L’intero contenuto dovrà essere custodito in luogo sicuro, facilmente raggiungibile e opportunamente segnalato. La dotazione standard della cassetta dovrà essere opportunamente integrata in relazione a particolari lavorazioni che richiedono presidi ulteriori.

..Lo stampi, lo firmi, lo consegni al committente e...inizi a montare il ponteggio!