PIMUS PIANO DI MONTAGGIO, USO E SMONTAGGIO PONTEGGI IN WORD A SOLE 70,00 EURO!!
*Iva Esclusa
PIMUS PIANO DI MONTAGGIO, USO E SMONTAGGIO PONTEGGI IN WORD
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| Il Vantaggio di avere il PIMUS, già redatto in word, permette di non dover acquistare costosi software e di poter intervenire da subito e modificare il documento senza alcuna formazione specifica, occorre solo saper lavorare con il programma piu' diffuso e utilizzato al mondo per l'elaborazione di Testi e quindi utilizzato anche dalla vostra segretaria. |
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P.I.M.U.S (Esempio di PIANO DI MONTAGGIO, USO E SMONTAGGIO DEI PONTEGGI editabile in word)l presente documento è stato redatto in base al nuovo testo unico sulla sicurezza D.Lgs 81/08 e successive modifiche introdotte dal D.Lgs 106/09..
Il presente Piano di montaggio, uso e smontaggio (Pi.M.U.S.) è redatto ai sensi dell'articolo 134 comma 1 del D.Lgs. 81/08 e s.m, in conformità a quanto disposto dall'allegato XXII dello stesso decreto sui contenuti minimi del Pi.M.U.S.
L'obiettivo primario del Piano è di fornire istruzioni e progetti particolareggiati per gli schemi speciali costituenti il ponteggio, ed è messo a disposizione del preposto addetto alla sorveglianza e dei lavoratori interessati.
Nei lavori in quota il datore di lavoro provvede a redigerlo a tale scopo a mezzo di persona competente, in funzione della complessità del ponteggio scelto, con la valutazione delle condizioni di sicurezza realizzate attraverso l'adozione degli specifici sistemi utilizzati nella particolare realizzazione e in ciascuna fase di lavoro prevista.
Pertanto, il presente documento assolve agli obblighi normativi succitati indicando e definendo:
Il piano che ne deriva modificando il nostro Esempio editabile in Word, avvalendosi dei testi predisposti , è perfettamente conforme ai requisiti del nuovo Testo unico.
Gli Esempi del PIMUS sono dei file editabili in word, che voi potrete completare e modificare a piacimento e riutilizzare in altri appalti futuri, inoltre può essere adattato in ogni sua parte secondo le vostre esigenze .

L'indice di esempio che vedete sopra è relativo ad un Pimus realizzato in Tubi e giunti.
Troverete diversi modelli in word già predisposti per tipologie di montaggio diverse.

SCARICA L'ELENCO DEI FILE PRESENTI NELLA RACCOLTA
Tutti i documenti sono completi, tranne le parti dove si dovranno inserire i dati del lavoro e dell'impresa.
In ogni caso chi realizza il piano potrà modificare qualsiasi documento a proprio piacimento.
Riceverete diversi tipi di P.I.M.U.S editabili in word da utilizzarsi a seconda della tipologia del ponteggio che andrete a montare.
Sono compresi a titolo di consulenza anche eventuali aggiornamenti sulla documentazione richiesta che sarà a vostra disposizione online per 12 MESI e aggiornata ogni qualvolta sia ritenuto da noi necessario.
SCOPRI COME RICHIEDERLO
Il presente documento deve costituire un documento operativo preso a riferimento dal personale addetto al montaggio di ponteggi metallici fissi, al fine di garantire:
- la loro sicurezza durante le fasi di montaggio e smontaggio;
- la sicurezza di chi, non addetto al montaggio del ponteggio, potrebbe comunque trovarsi coinvolto in queste operazioni quali altri lavoratori presenti in cantiere, abitanti o fruitori di uno stabile in corso di ristrutturazione;
- la sicurezza di chi utilizzerà il ponteggio. Tale sicurezza è ottenuta in primo luogo dalla realizzazione dell'opera provvisionale conformemente alla legge e in secondo luogo da un uso attento dello stesso.
Il PIMUS pertanto non è un documento di valutazione dei rischi come il POS, anche se con questo deve essere in stretta correlazione; infatti, la legge richiede che tale piano possa assumere la forma di un piano di applicazione generalizzata integrato da istruzioni e progetti particolareggiati per gli schemi speciali costituenti il ponteggio.
Il PiMUS deve essere redatto da persona competente. La scelta delle persone competenti ricade tra le responsabilità del datore di lavoro; pertanto potrà intendersi persona competente per la redazione del PiMUS anche lo stesso datore di lavoro.
Qualora, durante l'esecuzione dei lavori, intervengano modifiche sarà necessario integrare il PiMUS con tutti gli elaborati necessari per documentare le variazioni rispetto alla versione iniziale.
Ditta che
esegue il montaggio :Artigiani
equiparati ai dipendenti.
La normale attività lavorativa, in ordine a montaggio e smontaggio di ponteggi, prevede la presenza di più addetti tra loro coordinati, anche perché non è possibile che un solo lavoratore monti o smonti il ponteggio in condizioni di sicurezza. In tale situazione non risulta ipotizzabile il riferimento ad un lavoratore autonomo, ovvero ad una squadra di lavoratori autonomi che operano tra loro senza vincoli di subordinazione o coordinamento. In particolare qualora il montaggio o lo smontaggio venga affidato a una squadra di artigiani, questi non possono essere considerati lavoratori autonomi in quanto verrebbe a mancare sicuramente l'elemento principale della caratterizzazione, cioè l'assenza di vincoli di subordinazione.
Dunque, in tal
caso, a seconda dell'organizzazione
reale, occorre individuare colui che
riveste il ruolo di datore di lavoro
ed al quale competono gli obblighi
inerenti l'applicazione del decreto
e quindi ad esempio della redazione
del PiMUS.
CHECK LIST
PIMUS, oltre ai dati relativi al
preposto e agli addetti, deve
contenere almeno:
1.
Identificazione dell'impresa
che procederà al montaggio
del ponteggio
2.
identificazione, se presente, dell'appaltatore
per il quale si effettua l'opera
3.
identificazione del cantiere
ove verrà montato il ponteggio
4.
identificazione del ponteggio
che verrà utilizzato e della sua
documentazione tecnica
(autorizzazione ministeriale,
libretto,schede di manutenzione,
verifiche, controlli, ecc.)
5.
modalità di
controllo dei singoli
elementi prima di essere
utilizzati
6.
modalità di
controllo dei DPI di III
categoria da utilizzare durante
il montaggio, lo smontaggio e la
manutenzione
7.
modalità di
verifica e controllo della base
di appoggio del ponteggio
(resistenza della superficie,
omogeneità, ripartizione del carico,
ecc.)
8.
indicazioni
sul corretto tracciamento del
ponteggio da installare
9.
modalità di
impostazione della base (1°
campata), verifica della linearità,
verticalità, livello (o bolla)
distanza tra ponteggio (intavolato o
piano di calpestio) e opera da
realizzare. Ecc.
10.
modalità di
installazione ed uso di argani,
carrucola o gru, autogru, quando
utilizzati, per il sollevamento dei
materiali impiegati
11.
procedure
per le attività da svolgersi in
condizioni atmosferiche avverse (pioggia,
vento, neve, gelo, ecc.)
12.
modalità di
posa e utilizzo delle linee vita o
dei sistemi anticaduta da
utilizzare e relativi DPI in
dotazione dei lavoratori
13.
montaggio
delle campate del
ponteggio (dalla seconda a quella
finale) utilizzando correttamente i
sistemi anticaduta (linee vita),
DPI, (imbracature con doppio cordino
e dissipatore di energia) le
attrezzature (carrucole, argani,
ecc.)
14.
modalità di
ancoraggio degli elementi del
ponteggio all'opera oggetto
dell'intervento
15.
specifiche
sull'installazione della
mantovana parasassi e delle
eventuali reti, teli o cartelli
pubblicitari
16.
specifiche
inerenti al montaggio di pezzi
speciali, quali mensole, parti a
sbalzo, ecc.
17.
specifica
tecnica da assumere durante le
attività di controllo e
manutenzione del ponteggio
18.
specifica
tecnica da assumere durante le
attività di smontaggio del
ponteggio
19.
modalità di
fissaggio dei piani di
camminamento misti (nel caso
gli intavolati siano metallici e in
legno)
20. procedura di verifica finale e collaudo.

Quando e da chi
deve essere preparato il PiMUS
Il Dlgs 81/2008 all'articolo
134, dispone l'obbligo di
redazione del Piano di Montaggio
Uso e Smontaggio (PiMUS) ogni
qual volta vengano utilizzati
ponteggi.
L'articolo 136 comma 1 pone in
capo al datore di lavoro
dell'impresa, incaricata del
montaggio e dello smontaggio dei
ponteggi, l'obbligo di redazione
del PIMUS a mezzo di persona
competente.
I contenuti minimi del PiMUS
Ciò che deve essere contenuto
nel PiMUS é dettagliatamente
descritto nell'allegato XXII del
Dlgs 81/2008. La parte più
importante riguarda le procedure
di montaggio e smontaggio, che
devono essere descritte passo
dopo passo e sono direttamente
dipendenti dalla scelta di quale
sistema di protezione collettiva
o DPI utilizzare.
La scelta dei sistemi anticaduta
da inserire nel PiMUS
Ai sensi dell'art. 75 i DPI
devono essere impiegati solo
quando i rischi non possono
essere evitati o
sufficientemente ridotti da
misure tecniche di prevenzione,
da mezzi di protezione
collettiva, da misure, metodi o
procedimenti di riorganizzazione
del lavoro. Se ne deduce che sui
sistemi prefabbricati, ovvero
telai e multidirezionale,
laddove è più frequente poterli
utilizzare, i parapetti
provvisori devono essere
preferiti ai DPI che invece
trovano un impiego più frequente
sui tubi e giunti che vengono
montati in configurazioni
atipiche.
Il Dlgs 81/2008 dispone all'art.
115 che i DPI siano certificati
per l'uso specifico e all'art.
76 che tutti i DPI posseggano i
requisiti previsti dal Dlgs
475/1992. Quelli di terza
categoria, che sono destinati
alla salvaguardia delle persone
contro i pericoli più gravi, tra
cui la caduta dall'alto, devono
per lo più essere conformi alle
norme armonizzate, ovvero a
quelle emanate dal CEN su
mandato dell'Unione Europea e
recepite dall' Ente Italiano di
Unificazione Normativa (UNI) di
seguito riportate:
•UNI EN 341 - Dispositivi di
discesa.
•UNI EN 354 - Cordini.
•UNI EN 355 - Assorbitori
d'energia.
•UNI EN 358 - Cinture di
posizionamento e di trattenuta e
cordini di posizionamento.
•UNI EN 360 - Dipositivi
anticaduta di tipo retrattile.
•UNI EN 361 - Imbracature pr il
corpo.
•UNI EN 362 - Connettori.
•UNI EN 363 - Sistemi di arresto
caduta.
•UNI EN 795 - Dispositivi di
ancoraggio.
Analisi delle soluzioni
possibili
Secondo l'articolo 15 del D.Lgs.
81/2008 il datore di lavoro
valuta i rischi presenti durante
le lavorazioni, sceglie le
attrezzature disponibili in
funzione del progresso tecnico e
organizza il lavoro in modo da
eliminare i rischi alla fonte o,
dove ció non é possibile, in
modo da ridurre i rischi al
minimo, esponendovi il minor
numero possibile di lavoratori.
Il montaggio e lo smontaggio dei
ponteggi sono attività che
possono esporre i lavoratori al
rischio di caduta dall'alto a
meno che non si disponga di un
ponteggio a protezione
intrinseca ovvero di un sistema
provvisto di parapetti che
possono essere montati dal basso
e che rimangono fissi sul
ponteggio perchè sono pezzi
strutturali. Questo tipo di
ponteggio ha lo svantaggio di
avere parapetti piuttosto
pesanti che devono incastrarsi
in alloggiamenti piuttosto
precisi. Per questo motivo il
montaggio di questi elementi
richiede l'impiego di due
persone.
Parapetti provvisori per
ponteggi
Invece, sui ponteggi
prefabbricati, possono essere
utilizzati i parapetti
provvisori che sono molto più
leggeri e possono essere montati
da una sola persona.
Tali parapetti sono
classificabili come sistemi di
protezione collettiva anche se
attualmente non vige su di essi
nessun obbligo di conformità ad
una norma dello Stato italiano.
L'unica norma che disciplina la
costruzione dei parapetti
provvisori è la UNI EN 13374. A
questa conviene riferirsi per
quanto riguarda le
sollecitazioni impresse sul
parapetto durante l'utilizzo sui
ponteggi. Non sempre però
possono sempre essere utilizzati
i parapetti provvisori su telai
prefabbricati; negli angoli
degli edifici e comunque laddove
sono presenti interruzioni
risulta impossibile riempire il
vuoto con una misura di
parapetto standard.
Diverso è invece il caso
dell'impiego del parapetto
temporaneo sul sistema
multidirezionale dove si tratta
semplicemente di disporre di
parapetti temporanei per tutte
le misure di correnti e
traversi. Su questo sistema è
possibile utilizzare questi
parapetti con qualsiasi
configurazione di impalcato, su
angoli concavi e convessi, senza
aggiungere durante il montaggio
e lo smontaggio neanche un pezzo
in più rispetto a quelli
previsti dal progetto (visita il
sito Barricate per vedere il
primo parapetto provvisorio per
ponteggi marcato CE).
Linea vita per ponteggi
Nel caso in cui non sia
possibile utilizzare parapetti
provvisori è indispensabile
ricorrere ad una linea vita
certificata per l'uso specifico
ai sensi del Dlgs 81/2008
articolo 115.
Al di là di quanto prescritto
dalla norma, l'utilizzo di una
linea vita specifica per
ponteggi elimina la possibilità
di incorrere in errori di
valutazione.
Il progetto dei ponteggi secondo
il Dlgs 81/2008
Ai sensi del Dlgs 81/2008 art.
131 i ponteggi devono essere
realizzati utilizzando
componenti riconducibili a un
libretto di autorizzazione alla
costruzione ed all'impiego
rilasciato al fabbricante dal
Ministero del Lavoro e delle
Politiche Sociali. I componenti
sprovvisti di libretto non
possono in alcun modo essere
utilizzati (Cfr. Dlgs 81/2008,
allegato XIX).
Il ponteggio deve essere
realizzato come previsto dal
disegno contenuto all'interno
del Pi.M.U.S. Tale elaborato
prende il nome di "disegno
esecutivo" se la configurazione
prevista é conforme ad uno degli
schemi tipo contenuti nel
libretto di autorizzazione,
mentre negli altri casi, o
comunque quando l'estradosso
dell'ultimo impalcato si trovi a
piú di 20 m di altezza, misurata
dal punto di appoggio piú basso
del ponteggio, l'elaborato
prende il nome di "progetto",
che deve in questo caso essere
corredato da relazione di
calcolo a firma di ingegnere o
architetto abilitati
all'esercizio della professione,
e deve contenere tutto quanto é
necessario ai fini della
realizzazione.
Secondo quanto disposto
dall'articolo 133 il calcolo
deve essere eseguito seguendo le
istruzioni riportate nel
libretto di autorizzazione
relativo al ponteggio
utilizzato.
Norme tecniche sui ponteggi
La domanda al Ministero del
Lavoro di rilascio del libretto
di autorizzazione ministeriale
viene redatta seguendo le
indicazioni contenute nelle
circolari n. 85/1978 (sistema a
tubi e giunti), n. 44/1990
(sistema a telai prefabbricati)
e n. 132/1991 (sistema
multidirezionale). All'interno
di questi documenti si fa
riferimento alle norme CNR
10011, CNR 10012, CNR 10022,
CNR-UNI 10027 e, solo nelle
ultime due circolari, alla UNI
HD 1000. Mentre le ultime due
normative seguono il ciclo di
rinnovamento comune alle norme
tecniche europee, le prime tre
sono state congelate dal D.Lgs
127/2003.
Questo congelamento comporta:
•una dissonanza con i criteri di
verifica indicati dalle norme
attualmente in vigore;
•una mancanza di criteri di
verifica per impieghi di nuovi
materiali (es. reti da ponteggi)
o per configurazioni diverse dal
ponteggio di facciata (es. torri
per scale a rampe).
Cosí, laddove si debbano
eseguire verifiche che esulano
da quelle previste nei libretti
di autorizzazione ministeriali,
ovvero nella stragrande
maggioranza dei casi (altrimenti
non ci sarebbe bisogno di
eseguire il calcolo dei
ponteggi) il progettista é
costretto a fare delle
valutazioni che, se restano
nell'ambito delle norme CNR
sopra menzionate, rischiano di
essere arbitrarie.
Molto meglio allora fare
riferimento alle norme tecniche
specifiche per i ponteggi che
hanno sostituito la UNI HD 1000
e che contengono molte piú
indicazioni per le verifiche
nelle varie configurazioni. Le
norme tecniche vengono diffuse
in Italia da UNI che é l'ente
italiano ufficiale di diffusione
delle norme elaborate dal CEN
(Comitato Europeo di Normazione)
su mandato dell'Unione Europea.
Norme attualmente in vigore
Il ritiro della norma UNI HD
1000 risale al primo di Novembre
del 2004, giorno di entrata in
vigore delle attuali norme
specifiche per i ponteggi:
•UNI EN 12810-1
•UNI EN 12810-2
•UNI EN 12811-1
•UNI EN 12811-2
•UNI EN 12811-3
Assieme a queste sono state
emanate le seguenti norme che
definiscono altri impieghi
comuni dei ponteggi:
•UNI EN 12812
•UNI EN 12813
Restano in vigore anche le
seguenti norme preesistenti a
cui fanno riferimento tutte le
precedenti:
•UNI EN 39
•UNI EN 74-1
•UNI EN 74-3
Tutte le norme sopra elencate
sono protette dal diritto di
autore e perció possono essere
reperite solo sul sito UNI.
All'interno si trovano
riferimenti agli Eurocodici, che
definiscono le nuove metodologie
di calcolo e di verifica.
Nell'ambito delle costruzioni il
testo unico (DM 14/01/2008) ha
sancito anche in Italia il
definitivo passaggio dal metodo
di verifica alle tensioni
ammissibili a quello agli stati
limite.
Anche all'interno del Dlgs
81/2008, in particolare
all'articolo 131 comma 3, si
trova un esplicito riferimento
alle norme tecniche europee.
Cosa cambia per il calcolo dei
ponteggi
I componenti delle strutture
portanti dei ponteggi sono
costituiti per lo più di
acciaio, talvolta di alluminio.
Gli impalcati possono essere
realizzati in acciaio o in
legno, massello o multistrato.
Volendo sintetizzare i criteri
su cui si basano le verifica
agli stati limite dobbiamo
distinguere tra i materiali
costruttivi impiegati:
PONTEGGI IN ACCIAIO
Con le vecchie normative le
sollecitazioni interne degli
elementi venivano confrontate
con la σ caratteristica, che era
il valore della tensione critica
di snervamento dedotto di un
coefficiente di sicurezza.
Oggi invece i valori ottenuti
per le sollecitazioni interne
vanno confrontati direttamente
con la tensione critica di
snervamento, aumentando peró a
monte le sollecitazioni con
degli specifici coefficienti,
dipendenti dal tipo di
sollecitazione e dal tipo di
materiale.
Per quanto riguarda il carico di
punta, niente é più desunto da
tabelle ma calcolato
analiticamente in base a
parametri specifici che tengono
conto anche del tipo di sezione
e dello spessore.
Ma l'aspetto veramente
rivoluzionario di questo metodo
sta nella distinzione tra le
sollecitazioni impresse ai
materiali. Se si tratta di
sollecitazioni ripetute durante
l'utilizzo (carichi permanenti e
carichi variabili) la verifica
deve essere condotta in campo
elastico. Se invece si tratta di
sollecitazioni eccezionali
(carichi accidentali) la
verifica viene condotta in campo
plastico, sfruttando cioé tutte
le proprietà deformative dei
materiali, portandoli vicini al
punto di rottura, implicando
ovviamente la loro sostituzione
dopo l'evento.
IMPALCATI E PONTEGGI IN LEGNO
Le sollecitazioni interne
ottenute con l'applicazione dei
coefficieni di amplificazione
tipici per il tipo di
sollecitazione, vengono
confrontate con la tensione
caratteristica del materiale
impiegato. Prima di arrivare al
confronto occorre applicare
altri coefficienti che tengono
conto del luogo di impiego e
della durata di applicazione dei
carichi.
In conclusione i nuovi metodi di
verifica, pur essendo più
laboriosi, tengono conto di un
maggiore numero di fattori
rendendo risultati molto più
precisi.
Inoltre le nuove norme
specifiche per i ponteggi
forniscono finalmente i
parametri per il calcolo: della
spinta del vento sui ponteggi
rivestiti con rete o con teli,
dei sovraccarichi sulle torri
scala di accesso in quota e dei
carichi che influiscono
sull'instabilità longitudinale.
Non resta che aspettare che i
costruttori si adeguino
velocemente alle nuove
normative. Il rinnovo sarà
comunque obbligatorio una volta
raggiunto il limite di validità
del libretto, stabilito dal Dlgs
81/2008 art. 131 comma 5, in 10
anni dalla data del rilascio.
I ponteggi sono opere provvisionali, cioè strutture di servizio di tipo temporaneo non facenti parte integrante della costruzione, ma allestiti o impiegati per la realizzazione, la manutenzione e il recupero di opere edilizie.
Sono necessari per evitare pericoli di caduta di uomini o cose ed è obbligatorio impiegarli ad altezze superiori a 2 m.
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Ponteggi fissi ai sensi dell’articolo 131 del D.Lgs. 81/08 s.m.i |
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Ponteggi a tubo e giunto (idonei per interventi edilizi su strutture esistenti e nuove e per consolidamenti): è sicuramente la più versatile, il suo sistema, che consente di collegare due tubi in qualsiasi posizione e a distanze non prefissate, rende possibile l’adeguamento della struttura provvisionale a ogni tipo di facciata o manufatto, consentendo di fatto la realizzazione delle forme più particolari e irregolari. Il ponteggio a “tubo e giunto” di contro richiede manodopera altamente specializzata e tempi di lavorazione mediamente più lunghi. |
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Ponteggi a telai prefabbricati (idonei per interventi edilizi su strutture esistenti e nuove): rappresenta per la semplicità di montaggio la categoria più utilizzata soprattutto dalle aziende non specializzate. I tempi di montaggio mediamente veloci e la semplicità di montaggio rendono questa tipologia di ponteggio preferita dalle imprese edili, tuttavia si deve considerare la scarsa versatilità dovuta a distanze orizzontali e verticali prefissate che costringono spesso a integrazioni.
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